All’Europa piace il piano di Telecom Italia

La Commissione europea appoggia il processo per la separazione funzionale della rete dalla parte commerciale di Telecom in Italia, nel progetto di regolamentazione del mercato che sarà reso noto il 13 novembre la commissaria Ue alle tlc, Viviane Reding, sosterrà una separazione «funzionale» fra i fornitori di servizi e le reti di telecomunicazione.

La Commissaria sostiene che Il progetto italiano sta proseguendo senza intoppi e in linea con l’Ue ed ha specificato che una volta che saranno prese in Italia le decisioni definitive e l’Agcom avrà fatto un’analisi di mercato la decisione italiana dovrà essere notificata a Bruxelles che la vaglierà definitivamente.

Il 16 ottobre Reding incontrerà il presidente dell’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom), Corrado Calabrò, e il segretario generale, Roberto Viola.

Alcuni tra i più grandi gli operatori italiani del settore, ascoltati a Napoli dal consiglio dell’Agcom, hanno indicato gli obiettivi essenziali a cui l’Autorità per le tlc deve puntare nel processo di separazione della rete di Telecom Italia.

Secondo gli otto amministratori delegati di Bt Italia, Eutelia, Fastweb, Tele 2, Tiscali, Vodafone Italia, Welcome Italia e Wind, la separazione  deve garantire nuova spinta competitiva al mercato della telefonia fissa e della banda larga, perché i dati sul settore indicano il permanere della dominanza dell’ex monopolista con quote superiori al 90% nel mercato degli accessi e superiori al 60% nel mercato della banda larga e dei servizi di fonia.

In pratica, un Monopolio di fatto che è sotto gli occhi di tutti. Separare la rete dalle attività commerciali deve essere un obbligo ed un punto di partenza, e non è detto che basti per dare spazio alla reale concorrenza.

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