ReAct, da CROSSHUB un aiuto concreto alle imprese.

Si sente tanto parlare di aiuti alle imprese, di agevolazioni, di finanziamenti, di smart working. Molte di queste iniziative sono lodevoli, anche se spesso risultano di difficile raggiungimento o a volte, …

Le fake-news, spiegate semplicemente.

Un fenomeno osservato e stranamente non combattuto come si dovrebbe facendo perdere la credibilità dell’intero comparto. Vediamone, forse, il perché. Tutti noi oramai ci imbattiamo in notizie di dubbia provenienza, pubblicate …

Navigare in sicurezza filtrando il Malware e contenuti per Adulti alla fonte, si può.

Oggi vi spiego il funzionamento del DNS di Cloudflare, il “famoso” 1.1.1.1 Innanzi tutto, occorre una breve spiegazione di cosa sia un “DNS”. I server (siti web, posta elettronica ecc) sono …

Forse si conosce poco la nicchia di mercato rappresentata dai più giovani che acquistano online, ma gli operatori di e-commerce più attivi guardano a loro con interesse: i KIDS comprano sempre più online!

Sorpresi a scoprire che il mercato abbia sottovalutato il target dei più giovani che acquistano via Internet? Se pensate che i KIDS (12-16 anni) siano quelle persone che passano le giornate solo a navigare e a chattare online, vi sbagliate di grosso. Ed invece si scopre (dati americani) che i più giovani acquistano via Internet vestiti, cibo e musica. Ma perché i giovani sono stati esclusi dai grandi ragionamenti di strategia online quanto si parla di acquisti via Internet che non fosse musica e giochini online?

La risposta sarebbe quasi ovvia, almeno nel contesto italiano. Le forme di pagamento e la promessa di acquisto. Trattandosi di minorenni, difficile immaginare che abbiano in mano una carta di credito. Eppure anche loro sono un target di mercato e se non acquistano sempre direttamente, influenzano pesantemente gli acquisti delle famiglie. Ma nel mondo reale, i giovani come si comportano? Paghetta alla mano, quando vogliono una cintura, una maglietta alla moda, un jeans o un cellulare, entrano in un negozio e portano a casa il bene, pagando in contanti (almeno nella maggior parte dei casi).E allora perché non dovrebbero farlo anche online?Il ragionamento viene fuori dalla fervida mente di Paul Parkin, Founding Partner di SALT Branding, che frusta le aziende a ripensare la loro strategia. Il problema della formula di pagamento non è impossibile da risolvere; si possono trovare e scovare idee e meccanismi che rendano l’acquisto possibile e, aggiungiamo anche da noi in Italia, rispettando la normativa che equipara l’e-commerce alla vendita a distanza e quindi con un particolare occhio alla tutela dei minori in quanto consumatori. Del resto, i giovani sono quelli più collegati ed attivi e soprattutto …. sono i consumatori adulti di domani

Fonte: I Dome

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giovanni@prignano.it

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