L’assordante immobilismo dei politici…

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Molti di noi si stupiscono dell’immobilismo della politica e dei governanti.

Di fronte ad una situazione che immagina scenari apocalittici, i nostri governanti sono lì a riflettere, discutere, parlare. Di fatti concreti, nulla o molto poco.

Rifletto sul modo di agire di queste persone, rispetto al modo consueto di agire degli imprenditori e trovo solo una spiegazione soddisfacente: l’imprenditore, essendo abituato a combattere giorno per giorno, a confrontarsi con la concorrenza e il mercato, è obbligato giocoforza a sperimentare soluzioni che a volte non hanno un pieno sostegno teorico.

Ci si butta in una nuova impresa o in un cambio di strategia cercando di superare l’attuale situazione, o anche solo per migliorarla, seguendo un istinto, o la fede in un progetto.

Il politico invece, non essendo abituato a gestire in prima persona le attività, si deve basare sulla teoria, sull’approvazione matematica di ciò che vorrebbe fare, confrontandosi sino alla paranoia, valutando, modificando per poi magari innescare quel meccanismo di paure che sovente bloccano tutto.

La morale? si è quella. L’imprenditore per progredire è obbligato a compiere azioni a volte poco riflettute, ma spesso vincenti e risolutive. Il politico, no. Non risica e non rosica. Salvo mantenere intatto il suo decoroso stipendio a scapito dell’immobilismo che troppo spesso ci stordisce, assordandoci.
GP

Autore: Giovanni Prignano

Tecnofilo,  imprenditore seriale, evangelista dell'Innovazione. Da sempre in prima linea nell'ideazione e creazione di aziende innovative. Classe 1961,  nel 1995 ha creato e fondato il primo provider internet nazionale, Flashnet. Precedentemente è stato tra i primi a produrre e distribuire i PC compatibili (DataFlash) e a distribuire cellulari. Successivamente ha fondato il primo ecommerce globale (Flashmall), poi il primo provider Voip (Vira). Oggi offre la sua consulenza a Startup  ed Imprese che aspirano ad una rapida crescita. Mail: giovanni@prignano.it   Skype: giopri61  

3 pensieri riguardo “L’assordante immobilismo dei politici…”

  1. Tutto vero. Ma anche no…

    In Italia ci sono stati numerosi casi di imprenditori che hanno deciso di entrare in politica. Per gli imprenditori che restavano al lavoro e che li hanno guardati con sollievo, con la speranza potessero contribuire a far capire ad una inetta e logorroica classe politica che qualcosa si deve comunque fare, che i veti incrociati da sempre strozzano tutto sul nascere, ecc, sono però stati alla lunga una grande delusione. Si sono uniformati all'andazzo. Al più hanno pensato a tutelare gli interessi di famiglia, i più magnanimi quelli della loro categoria di appartenenza.

    E' la storia che ci consegna questo mestissimo risultato. Anche nell'ultima consultazione politica, dove altre nuove forze imprenditoriali hanno arricchito le possibilità di scelta dei cittadini, nulla di nuovo si è poi visto.

    Chissà, forse tutto questo si ripete da anni a causa, almeno questa è la mia opinione, dell'assordante immobilismo … degli italiani.

  2. Si Fabrizio è vero, e ne sono fermamente convinto: l'italica consuetudine di aspettare che altri si muovino e facciano, è oramai insita nella nostra personalità individualista e troppo abituata per decenni ad essere aiutata con fenomeni di assistenzialismo propedeutico alla raccolta periodica di voti.

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