Share with:

FacebookTwitter


fine-srl A suon di decreti si è definita la fine delle SRL: ora gli amministratori rispondono con il proprio patrimonio personale di fronte alle obbligazioni sociali.

Ma come, siamo un Paese che ha necessità di sviluppo, di posti di lavoro, di tranquillità e sicurezza, e cosa esce dal cappello dell’esecutivo? Un decreto con il quale, di fatto, si cancella in un istante l’istituzione della SRL.

Si, è stata decretata la fine dell’impresa a responsabilità limitata. Vorrei solo capire cosa si aspettano dopo questo… quanti nuovi imprenditori saranno folli da aprire nuove attività?

Ecco il testo del nuovo sesto comma dell’articolo 2476 del codice civile, aggiunto dall’articolo 378 del predetto codice della crisi d’impresa:

«Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. La rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi».

Ci chiediamo perché esistano, nei vari ordinamenti di tutto il mondo, delle formule societarie che consentano di limitare la responsabilità di chi intraprende un’attività d’impresa al capitale investito in quella iniziativa, senza estenderla al patrimonio personale dei soci.

Se vogliamo abolire del tutto la limitazione di responsabilità, perché si pensa che in Italia se ne abusa troppo, è meglio farlo chiaramente inibendo del tutto la loro costituzione, a questo punto.

Ma rimane tutta intera l’incredulità di fronte alla contrapposizione delle reali necessità del Paese (Sviluppo, lavoro, occupazione ecc) e i provvedimenti che vi remano, evidentemente, contro.